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Il quartiere di Kazimierz era un tempo il cuore della comunità ebraica di Cracovia.

Nel quartiere, percorrendo le stradine acciottolate, si incontrano le sette storiche sinagoghe di Cracovia.

La cancellata, con la stella di David a sei punte, racchiude l'edificio della Sinagoga Vecchia, la più antica sinagoga ancora esistente in Polonia.

La Sinagoga Vecchia, dall’aspetto di un edificio civile, è sede del Museo Storico di Cracovia, dove è documentata la storia ebraica e in particolare del passato del popolo ebraico.

Le sale del Museo espongono oggetti legati alla storia e alla tradizione della comunità ebraica di Cracovia.

L'interno del Museo della Sinagoga Vecchia espone una collezione di arte cerimoniale ebraica e oggetti liturgici.

Il grande baldacchino in ferro battuto è la Bimah, il pulpito dal quale viene letta la Torah.

Tra gli oggetti esposti nel museo, ci sono due Shofar, i corni d'ariete utilizzati per scopi rituali.

Una vetrina espone un Tallith, l'abito da preghiera indossato dagli uomini durante le preghiere del mattino. Si tratta di uno scialle con strisce nere e, sui bordi, lunghe frange (in ebraico:tzitzit) ad ogni angolo.

La statua in bronzo di Jan Karski, diplomatico polacco e membro della resistenza. Fu un corriere clandestino, un uomo che cercò di fermare l'olocausto degli ebrei polacchi, testimoniando personalmente gli orrori, anche se i suoi resoconti furono in gran parte non creduti all’epoca.

Uno scorcio del quartiere di Kazimierz.

Uno scorcio del quartiere di Kazimierz.

Uno scorcio del quartiere di Kazimierz.

Il quartiere di Kazimierz è stato il set del film Schindler’s List di Steven Spielberg.

Il quartiere di Kazimierz tiene viva la cultura yiddish anche negli insoliti caffè e murales, che raccontano la storia della comunità ebraica.

Kazimierz è un quartiere vivace e alla moda, ricco di locali, gallerie d'arte, sculture e memoriali.

Una zona particolare è la Piazza degli Eroi del Ghetto. Qui, durante l’occupazione nazista della Polonia, gli ebrei venivano ghettizzati, temporaneamente, prima di essere deportati nei campi di concentramento. Oggi, la piazza ospita le sculture delle “sedie vuote”, che simboleggiano gli oggetti e le vite lasciate indietro durante le deportazioni.

Il fulcro del ghetto ebraico è rappresentato dalla Fabbrica di Schindler, un tempo stabilimento che produceva pentolame, oggi un museo dedicato alla memoria dell’Olocausto.

Situata nel ghetto ebraico, la Fabbrica di Schindler ospita un museo interattivo, che ripercorre le tappe dell’occupazione nazista a Cracovia. Uno spaccato toccante e coinvolgente.

Il museo della Fabbrica di Schindler fa rivivere la storia dell'occupazione nazista di Cracovia, dal 1939 al 1945, attraverso fotografie d'epoca, presentazioni multimediali, documenti e testimonianze.

Il museo ricorda la massiccia e pressante presenza delle SS in Cracovia e l'avvio della persecuzione antisemita.

Un esemplare di TKS polacco, un veicolo corazzato leggero a due posti. All'inizio della guerra nel 1939, la sua piccola dimensione e la sua mobilità lo rendevano efficace in imboscate e schermaglie.

Come si legge sulla targa di questo tram, era vietato l'uso da parte degli ebrei di ogni mezzo pubblico.

Il processo di distruzione, messo in atto dai nazisti, fu pianificato e radicale nella repressione antisemita a Cracovia.

A Cracovia, non si contavano gli atti di violenza che le SS compivano a danno degli ebrei: aggressioni per strada o in luoghi pubblici, irruzioni in casa, distruzione di beni privati, sequestri e reclusioni.

I grandi pannelli fotografici fanno rivivere la storia del ghetto di Cracovia.

Le efficaci e numerose installazioni nel museo della Fabbrica di Schindler.

Testimonianza di Abraham Mirowski, medico, 50 anni.
“La mattina presto del 13 marzo, il ghetto fu improvvisamente circondato da diverse formazioni delle SS e dalla polizia ucraina del campo di Plaszow, noti come "i blak". All'inizio nessuno di noi sapeva cosa sarebbe successo; solo dopo le 11 ci dissero che ci avrebbero radunati entro due ore e che avremmo dovuto portare con noi tutto ciò che potevamo, poiché il ghetto sarebbe stato liquidato e saremmo stati diretti al campo di Plaszow”.

Testimonianza di Tadeusz Pankiewicz, farmacista, 35 anni.
“L'atmosfera è terribile. Tutti sono sconvolti, le strade sono indescrivibilmente affollate di gente che si chiama, che corre carica di beni, alla ricerca dei rispettivi gruppi di lavoro e dei propri parenti. Nel ghetto ci sono una dozzina di tedeschi, guidati da Amon Goth, che inseguono per le strade con un mitra in mano. Lui e il suo seguito, accompagnati dai loro due inseparabili cani, aggravano l'ansia generale. Tutti gli uomini corrono in giro come matti”.

L’intero percorso del museo è emozionante e istruttivo. Ogni tappa raccoglie reperti e testimonianze personali che invitano a riflettere sugli eventi dell’Olocausto e sul coraggio di chi cercò di salvare vite, come Oskar Schindler.

Un buco nel muro poteva rappresentare uno spiraglio di luce per chi si celava dalle SS.

Vettovaglie abbandonate sulla strada ... non c'era né il tempo né i mezzi per portarli via con sè.

Una cantina dove vivere in nascondimento... al buio, senza finestre, senza bagno, senza la possibilità di avere un pasto caldo.

La sala circolare è un'installazione artistica, le cui pareti sono ricoperte da pagine che raffigurano documenti e testimonianze in varie lingue, tra cui l'ebraico e il polacco.

Particolare dell'installazione artistica nella sala circolare.

L'edificio era originariamente una fabbrica di smalti. Durante la guerra, l'uomo d'affari tedesco Oskar Schindler impiegò oltre 1.200 lavoratori ebrei, salvandoli da morte certa nei campi di concentramento nazisti.
