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Armenia - ai piedi dell’Ararat

Noravank

Il sito di Noravank è di grande interesse storico e artistico. Ha la particolarità di raccogliere, nello stesso sito, due chiese risalenti al XII secolo. Noravank divenne nei secoli un centro culturale e religioso di grande importanza, voluto dalla famiglia degli Orbelian.

Il monastero di Noravank

La chiesa più grande è dedicata alla Santa Madre di Dio. Le sue linee sobrie creano un contrasto magnifico con il paesaggio circostante e la facciata ricalca il colore rossiccio delle pareti rocciose che la circondano.

Le incisioni di Noravank

Le incisioni e le immagini sulle facciate di entrambe le chiese sono spettacolari, opera dell'architetto Momik, famoso per come sapeva rappresentare l'umanità delle figure religiose.

Il monastero di Noravank

La chiesa più piccola è dedicata a San Giovanni Battista. Le croci e le vetrate creano un ambiente chiaro-scuro di fascino suggestivo.

Il monastero di Noravank

Un angolo dell'ambiente interno, occupato dal piccolo altare, rende accogliente e rassicurante una visita di preghiera.

La tomba del principe Orbelian

In una piccola cappella è custodita la tomba del principe Smbat Orbelian, la cui lapide è scolpita con fattezze per metà leonine e per metà umane.

Il monastero di Noravank

La chiesa poggia su una possente base alta, che le conferisce un’aria monumentale. La facciata principale è decorata con una croce scolpita e diverse figure di santi. Sovrasta la chiesa, una bella cupola decorata con colonne arcuate e modellata con torri a gronda.

Il monastero di Noravank

Particolarità di questa chiesa è la costruzione a due piani. Il primo piano semi-interrato funge da tomba per la famiglia Orbelian, mentre al secondo piano si trova la cappella a forma di croce, accessibile tramite una scala ripida.

Il monastero di Noravank

All’interno e all'esterno del sito di Noravank ci sono molti khachkar, la vera “icona” della spiritualità armena. Queste lastre o stele, segnate dalla croce, fungono da punto focale per il culto, come pietre commemorative che facilitano la comunicazione tra il profano e il divino.

Il monastero di Noravank

Il sito dell'intero monastero di Noravank si trova in una posizione davvero suggestiva, circondato da una corona di pareti rocciose di un deciso colore ramato.

La regione di Ararat

Un brusco cambio di paesaggio: dalle pareti a picco di colore rosso mattone di Noravank, alla pianura che si affaccia sul Monte Ararat.

La regione di Ararat

I dintorni di Khor Virap, tra paesaggi rurali e tradizioni antiche, sono caratterizzati da vasti vigneti, panorami montani e grandi estensioni di campi coltivati.

La regione di Ararat

Il Tricolore Armeno sventola davanti alle due cime innevate del Monte Ararat, talmente vicino pur trovandosi ora in territorio turco. Molte delle città armene dell’epoca medievale sono attualmente parte della Turchia. Ne è un esempio l'Ararat, dove secondo la tradizione, l’arca di Noè approdò dopo il diluvio.

Khor Virap

Khor Virap è famosa per il suo monastero che sorge nella regione di Ararat, proprio ai piedi del Monte, in posizione suggestiva nei pressi del confine con la Turchia. Khor Virap è il posto più vicino al monte Ararat.

Il Monastero di Khor Virap

Alla fine del III secolo d.C., Khor Virap era una fortezza adibita a prigione. Il Monastero, nel tempo, ha subìto numerose ricostruzioni, ma mantiene tuttora il fascino antico della sua cinta muraria.

Il Monastero di Khor Virap

Il Monastero, uno dei siti storici più antichi del Paese, risale al VII secolo. E’ un tipico esempio dell’architettura religiosa armena, con una chiesa principale al centro circondata da altre cappelle ed edifici minori.

Khor Virap, la città fortificata

Khor Virap, città fortificata, significa “pozzo profondo” perché la sua storia è legata al pozzo in cui venne rinchiuso San Gregorio l'illuminatore.

I khachkar

La strada in salita, che conduce alla cima del monastero di Khor Virap, è rivestita da numerosi khachkar.

Il Monastero di Khor Virap

La chiesa principale è dedicata a San Gregorio l’Illuminatore. La sua architettura si distingue per forme e volumi semplici ma maestosi

Il Monastero di Khor Virap

La bella struttura ad arco che completa l'architettura del corpo della chiesa maggiore.

L'ingresso al Pozzo di San Gregorio

L’edificio, attraverso cui si accede al Pozzo, è arricchito dagli archi a tutto sesto e dalle pietre di tufo vulcanico rosso, che caratterizzano molti edifici religiosi armeni.

Il Pozzo di San Gregorio

Questo interno è un luogo emblematico dell'Armenia. Khor Virap significa pozzo profondo. Qui venne rinchiuso San Gregorio l’Illuminatore, il padre della Chiesa Apostolica Armena. Il quadro rappresenta il Santo accanto al re Tiridate III dopo la sia conversione al cristianesimo.

Il pozzo di San Gregorio

L'ingresso del pozzo e l'imbocco della stretta scalinata che scende a circa sei metri sotto terra. Qui dentro, San Gregorio rimase imprigionato per 13 lunghi anni, quasi in assenza di luce e sopravvivendo grazie ad una vedova che gli portava di nascosto da mangiare. La sua storia è profondamente legata alla diffusione della religione in Armenia, proclamando il cristianesimo religione di stato nel 301 d.C.

Il minuscolo altare

Di fianco al pozzo di San Gregorio, il piccolo altare con una preziosa icona su legno di Maria col bambino Gesù.

La piccola icona

Nella nicchia, una pregevole icona che rappresenta due scene della passione di Cristo.

La cinta muraria di Khor Virap

Ciò che rimane della cinta muraria, con le antiche pietre e gli iconici khachkar.

L'antico percorso della Via della Seta

Il panorama lascia intravvedere, nella valle del Vayots Dzor, come poteva essere l’antico percorso della Via della Seta che collegava l’Oriente con l’Occidente.
La strada sale faticosamente a tornanti, superando distese verdi di pascolo e steppa, per arrivare fino ai 2400 metri del valico di Selim.

Il caravanserraglio di Orbelian

A lato della strada si incontra il caravanserraglio, fatto costruire agli inizi del 1300 dal principe Cesar Orbelian. È il monumento medievale forse meglio conservato in terra armena.

Il caravanserraglio di Orbelian

Sopra l’ingresso si nota il bassorilievo con un leone alato e un toro che rappresentano lo stemma del casato degli Orbelian.

Il caravanserraglio di Orbelian

Il caravanserraglio di Orbelian, costruito in pietra di basalto squadrata. La luce proviene da tre ampie aperture sul tetto, che garantivano anche il ricambio d’aria e la dispersione dei fumi. L’ampio corridoio centrale è fiancheggiato da due navate laterali, con i giacigli per gli animali, le mangiatoie, l’abbeveratoio e le canalette di deflusso dei liquami.

Il caravanserraglio di Orbelian

Una pietra conserva la scritta dei fratelli Orbelian che riporta la data di costruzione (1332).

Il complesso di Geghard

Il complesso monastico di Geghard è ancora immerso nel suo paesaggio autentico, un’area di rara bellezza naturale.

Il complesso di Geghard

Incastonato tra le pareti rocciose, che si ergono a picco lungo il canyon scavato dal fiume montano Azat, sorge il monastero di Geghard, fondato nel IV secolo da San Gregorio l'Illuminatore.

Il Katoghike

La chiesa principale, costruita contro la montagna, il Katoghike, è la cattedrale, caratterizzata dalla sua cupola svettante. Tutto attorno, una rete di cappelle, tombe e chiese scavate nelle pareti rocciose.

L'antico khachkar

Come in uso in terra armena, anche in questo complesso di Geghard si trovano numerosi antichi khachkar. In particolare questa stele di pietra, addossata al muro difensivo e pregevolmente scolpita, è datata 1558.

Un tutt'uno con la roccia

Il complesso monastico include chiese rupestri e celle monastiche che si fondono armoniosamente con la roccia circostante. Il santuario è scavato nel fianco della montagna, per cui le diverse chiese, le tombe e le stanze sono un tutt’uno con la roccia.

I khachkar incisi nella rupe

Sia all'interno che all'esterno del complesso di Geghard, i khachkar, le tradizionali steli commemorative armene, si ergono incisi a rilievo contro la roccia, testimoni silenziosi di secoli di storia.

Il monastero di Geghard

La cappella di San Gregorio, scavata nella roccia a circa 100 metri sopra l'ingresso principale del monastero. In passato, le sue pareti erano ricoperte di affreschi colorati, i cui resti si scorgono ancora sulla pietra.

Ingresso alla chiesa rupestre

La prima chiesa rupestre, scavata nella roccia nel XIII secolo, sorge sul sito di un antico santuario pagano. All'interno della chiesa rupestre, la parete scolpita ricorda un raffinato lavoro di merletto. La parete si presenta decorata su tutta la sua lunghezza con squisiti motivi cruciformi, scolpiti con sorprendente finezza.

I passaggi aperti nella roccia

Particolari del complesso monastico scavati nella roccia e decorati con bellissimi bassorilievi. Sui lati della cappella rettangolare si trovano vari passaggi aperti nella roccia. Alcune tracce di intonaco, con resti di affreschi, indicano che in passato le mura interne della cappella erano decorate con alcuni disegni.

Il monastero di Geghard

L’interno del monastero è un luogo incantevole, in cui regna un’atmosfera di pace e serenità.

Il monastero di Geghard

Unito al tempio principale si trova il Gavit, una sagrestia, costruita fra il 1215 e il 1225, che veniva usata per accogliere i pellegrini. Quattro massicce colonne al centro della sala, sostengono un tetto di pietra con un foro centrale che permette l’ingresso della luce.

Il monastero di Geghard

Illuminato dalla luce che filtra dall’alto e dalle candele votive accese dai fedeli, l’interno è davvero suggestivo.

Sacre Reliquie di Geghard

Il monastero di Geghard è conosciuto come il "monastero della lancia", in riferimento a una sacra reliquia un tempo custodita qui: la lancia di Longino. Si tratta della punta della lancia che, secondo la tradizione, fu usata dal centurione romano per trafiggere Cristo durante la crocifissione. La lancia fu portata in Armenia dall'apostolo Taddeo ed è ora conservata presso il Museo del Tesoro di Echmiadzin.

Merletti di luce

Piccole aperture portano la luce nella cappella del monastero, costruita nel sito di una sorgente sacra all’interno di una grotta.

Intricati bassorilievi

Geghard: luogo sacro, meraviglia dell'architettura medievale, con i suoi intricati bassorilievi, le cappelle e le celle monastiche riccamente decorate, gli antichi mausolei di famiglia e i santuari scavati nella roccia.