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Il monastero fortificato di Akhtala, situato nella regione di Lori, nel nord dell’Armenia, racconta della scoperta dell’acqua che sgorgava da una sorgente, proprio nel luogo su cui successivamente fu costruito il monastero. Inoltre, questo luogo è stato testimone di numerosi eventi storici, tra cui le invasioni mongole nel XIII secolo e i successivi conflitti tra l'Impero Ottomano e la Persia.

Il complesso del Monastero di Akhtala si articola intorno alla chiesa principale dedicata alla Santa Madre di Dio, un portico con una cappella-sepolcro, mura fortificate, una torre e le celle dei monaci.

La chiesa fortificata di Akhtala è famosa per i suoi affreschi medievali, infatti è uno dei pochi luoghi in Armenia dove sono ben conservati i dipinti raffiguranti scene bibliche e dell'iconografia cristiana.

Un'icona della Santa Madre di Dio.

Gli affreschi altamente artistici adornano le pareti interne, le partizioni e i supporti della chiesa principale.

Particolare dell'altare dedicato alla Santa Madre di Dio.

Icone e oggetti sacri.

Un particolare degli affreschi.

Un particolare dell'interno, visto dall'ingresso del monastero.

Ogni centimetro delle pareti è ricoperto dalle decorazioni originali, risalenti agli anni tra il 1205 e il 1216.

Questi dipinti sono tra i più significativi e intatti esempi di pittura medievale armena. Le decorazioni includono scene bibliche come l'Ultima Cena, la Crocifissione, la Risurrezione e il Giudizio universale, con uno stile influenzato dalla pittura bizantina e georgiana.

Nonostante i danni subiti nel corso dei secoli, il monastero ha mantenuto la sua bellezza e il suo significato spirituale, diventando uno tra i numerosi siti più preziosi dell'Armenia.

In Armenia, uscendo dalle città, le strade che conducono ai monasteri del nord attraversano una natura splendida, circondata da lussureggianti foreste e montagne.

La strada che conduce ai monasteri di Haghpat e Sanahin attraversa il territorio di Lori, la cui posizione geografica è caratterizzata da terreni montuosi, valli verdi e paesaggi pittoreschi che la rendono tra i luoghi più belli dell'Armenia.

Il panorama, visto dall'alto del monastero di Haghpat.

Arte scolpita nella pietra e architetture funzionali. L’Armenia è stata definita “il regno delle pietre urlanti”. In effetti, ovunque ci si muova, le pietre sembrano aver ispirato una specifica forma di architettura, adattata ai colori della natura circostante: pietra, foreste e laghi.

Il Monastero di Haghpat, costruito tra il X e il XIII secolo, è un complesso monastico straordinario. Con il monastero di Sanahin, visibile dall’altra parte della valle, segna l’apice dell’architettura religiosa medievale dell’Armenia. Un incontro tra la tradizione bizantina e le forme costruttive locali del Caucaso.

All’ingresso nord della chiesa è conservato un prezioso khachkar, risalente al 1273, un esempio pregevole dell’arte scultorea armena, testimone della profonda spiritualità del Paese.

Il monastero di Haghpat si presenta come un labirinto di strutture ravvicinate l'una all'altra, in una disposizione meravigliosamente caotica.

Una struttura davvero singolare è quella del campanile, risalente al XIII secolo, collocato lontano dalle altre chiese del complesso monastico di Haghpat.

Al centro degli edifici del monastero sorge la chiesa di San Nshan, la più antica del complesso. Il suo interno conserva ancora affreschi sopravvissuti nei secoli. In particolare, sull'altare maggiore la composizione di Cristo in trono, e nelle parti inferiori scene dell’annunciazione, della nascita e del battesimo.

L’ampia sala del nartece sorprende per la sua struttura architettonica, basata su archi incrociati sorretti da colonne che lasciano filtrare la luce.

Il complesso del monastero si può percorrere da una stanza all'altra, e ogni passaggio svela, nella penombra dell'ambiente, una nuova delizia architettonica.

Nel corso della sua storia, Haghpat fu rinomato non solo come centro religioso, ma anche come centro di studi, con una scuola, una tipografia, un refettorio, una biblioteca. Qui i monaci, all'epoca circa 500, potevano studiare medicina, astronomia, musica e letteratura.

Il monastero di Sanahin è uno dei luoghi sacri più remoti dell'Armenia, situato sul pendio di una montagna, sopra il villaggio omonimo. Il suo isolamento era intenzionale dal momento che era stato concepito come rifugio per i monaci esiliati dall'imperatore bizantino Romano Lecapeno.

L'impatto esterno del monastero evidenzia il complesso articolato, che include tre chiese, diversi narteci, uno scriptorium, un campanile e un'accademia.

Si entra nel complesso attraverso uno dei diversi narteci, edificato nel 1181, con la sua pianta a croce iscritta in quadrato, la più antica conosciuta di questo tipo.

Le grandi colonne con simboli sacri emergono dalla penombra dell'ambiente.

Le colonne interne del nartece, con pianta rettangolare a tre navate e lo scriptorium, che custodiva codici e manoscritti nei suoi vani murari.

Antiche pietre incise, testimoni della storia e dell’identità armena.

Il luogo ha una ricca storia. Il Monastero di Sanahin era anche un fiorente centro educativo in Armenia. Il complesso ospitava accademie, biblioteche, scriptorium e scuole, dove i libri venivano diligentemente copiati.

La chiesa di San Grigor, del 1061 e il campanile, tra i più antichi d’Armenia. Il sito fu consacrato nel IV secolo, quando San Gregorio l'Illuminatore vi piantò una croce.

Il magnifico tempio rotondo di San Gregorio l'Illuminatore.
