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Armenia - verso il lago Sevan

Il tempio di Zvartnots

La costruzione di Zvartnots iniziò tra il 641 e il 643 d.C., proseguì a intervalli e fu finalmente completata nel 652. Per oltre 300 anni, il tempio rimase un faro di fede e di splendore architettonico.

Il tempio di Zvartnots

Zvartnots rappresenta un capolavoro dell'architettura armena medievale nella quale lasciò un segno indelebile, ispirando la progettazione di altre chiese nei secoli successivi.

Il tempio di Zvartnots

Una meridiana scolpita su una lastra di pietra decorava la cattedrale. L’orologio solare, che era appeso alla parete meridionale della cattedrale di Zvartnots, porta l’iscrizione: ”Prega Dio giorno e notte”.

Il tempio di Zvartnots

Gli scavi archeologici del sito iniziarono nel 1901. Solo allora la meraviglia sepolta iniziò a svelarsi, rivelando la straordinaria eredità di Zvartnots. Furono portati alla luce frammenti di bassorilievi e dettagli architettonici elaborati, ciascuno finemente scolpito con straordinaria maestria.

Il tempio di Zvartnots

Nel tempio di Zvartnots i colori della pietra vulcanica passano dal grigio, nero, viola-marrone e tufo rossastro, ogni tonalità era studiata per imprimere alla struttura profondità e carattere.

Il museo di Zvartnots

All'interno del piccolo museo, situato nell'area archeologica, un modello in legno evidenzia lo stile innovativo del tempio di Zvartnots. Il tempio aveva la forma di una struttura circolare, che si elevava su tre livelli decrescenti di volumi cilindrici, sormontati da una grande cupola sferica.

Il tempio di Zvartnots

Zvartnots, con le sue numerose colonne che sostengono archi scolpiti, offre uno scorcio della sua gloria passata. Interessanti resti scultorei circondano la struttura del tempio, evidenziando l'influenza dell'architettura siriana e della Mesopotamia.

Il tempio di Zvartnots

Anche oggi, nel suo stato di rovina, Zvartnots trasmette una singolare bellezza. Va immaginata la sua struttura di un tempo: le colonne superstiti, scolpite con antichi ornamenti, le finestre con motivi decorativi e pareti con disegni geometrici. Era un capolavoro scolpito nella pietra.

Sevanavank

Dalla penisola sul lago Sevan, si scorge all'orizzonte il campanile del Monastero di Sevanavank .

Sevanavank

Originariamente, la penisola su cui oggi sorge il monastero di Sevanavank era un'isola, separata da tre chilometri dalla riva delle acque del lago Sevan.

Sevanavank

Nel 305 iniziò la storia del complesso monastico di Sevanavank, quando, sull'isola di Sevan, Gregorio l'Illuminatore fondò un eremo al posto di un tempio pagano.

Sevanavank

L'interno della piccola chiesa di S. Arakelots, con tre absidi e una piccola sagrestia. L’originale porta della chiesa, risalente al 1486, in legno decorato con sculture, oggi si trova al museo di Storia d’Armenia (cerca la foto nella sezione Yerevan, museo di Storia Armena).

Sevanavank

L’interno della chiesa conserva un khachkar singolare, infatti raffigura un Gesù con fattezze mongole, secondo lo stile del XII-XIII secolo. A quell’epoca l’Armenia subiva le invasioni dei mongoli, i quali non avrebbero distrutto le immagini con figure sacre che ricalcavano le caratteristiche mongole.

Sevanavank

I monaci arrivarono alla fine dell'VIII secolo, costruendo dapprima una cappella e alcune celle. Poi, nel tempo, il monastero di Sevanavank si espanse con l'aggiunta di mura, torri di guardia e chiese.

Sevanavank

Nel corso della sua storia, il monastero di Sevanavank fu teatro di continue battaglie, tra il re armeno Ashot e gli eserciti arabi, poi ripetutamente contro altri invasori. I monaci seppero respingere le tante incursioni e il monastero sopravvisse. La struttura stessa rimase in piedi fino al 1930, quando l'ultimo monaco lasciò l'isola.

Sevanavank

Il Sevanavank fu un famoso centro di scrittura dove venivano redatti, ricopiati e illustrati numerosi manoscritti armeni (vedi le foto nella sezione Yerevan, museo Matenadaran). Oggi, della struttura originaria, rimangono solo due chiese che si stagliano isolate sul vasto lago Sevan.

Santa Hripsime

Posizionata all'entrata della città di Vagharshapat, a circa due chilometri dalla Cattedrale di Echmiadzin, la sede del Katholicos, cioè il primate della Chiesa apostolica armena, si trova la chiesa di Santa Hripsime, costruita sulla cappella della santa, il cui sepolcro è rimasto intatto.

Santa Hripsime

La tomba della santa si trova nella cripta sotto l’altare della chiesa. Si tramanda che, nell'anno 301, un gruppo di 33 donne cristiane provenienti dalla Cappadocia, cercò rifugio in Armenia per sfuggire all'oppressione romana. Tra loro c'era Hripsime, la cui bellezza sconvolse il sovrano Tiridate che si invaghì di lei e la chiese in matrimonio. Di fronte all’ostinato rifiuto della fanciulla, il re si infuriò e fece perire lei e le compagne.

Santa Hripsime

L'esterno della chiesa è semplice ma imponente, caratterizzato da massicci muri in pietra e angoli acuti.

Santa Hripsime

L’interno sobrio della chiesa è decorato con quadri e sculture che raccontano la storia di Santa Hripsime e delle sue compagne martiri.

Santa Hripsime

L'interno semplice e quasi spoglio della piccola chiesa di Santa Hripsime, costruito sul luogo delle esecuzioni delle fanciulle martiri.

Santa Hripsime

La struttura esterna della chiesa si distingue per il suo design armonioso e la sua elegante semplicità.

Noratus

Nella provincia di Gegharkunik, una deviazione conduce verso il lago Sevan e il villaggio di Noratus. Il villaggio è celebre per il suo antico cimitero dove sono conservate due cappelle del XIII secolo, più di 800 khatchkar, sculture e pietre tombali datate tra il IX e il XVII secolo.

Noratus

Questi monumenti in pietra si trovano spesso nei cimiteri, nei monasteri o lungo le vie di pellegrinaggio. Alcuni sono incastonati nelle mura di edifici religiosi, mentre altri si ergono isolati in campagna, segnati dal tempo.

Noratus

La collezione più famosa di khatchkar si trova nel cimitero di Noratus, vicino al lago Sevan, dove centinaia di pietre, risalenti a diversi secoli fa, formano una galleria a cielo aperto di opere sacre in pietra.

Noratus

Nella vasta campagna del cimitero di Noratus, accanto ai khachkar si trovano anche lapidi piatte, chiamate tapanakar, e lapidi a forma di culla. Le loro superfici ricoperte di muschio recano splendide immagini incise.

Noratus

Passeggiare per il cimitero di Noratus è come guardare un film del passato o leggere un antico libro illustrato, scritto nel corso dei secoli.

Noratus

Khachkar e tapanakar formano come dei quadri che rappresentano scene di vita: contadini al lavoro accanto a cortigiani, guerrieri accanto a persone in festa.

Noratus

In alcuni khachkar sono incise tracce che mostrano elementi artistici persiani e arabi. Eppure, la croce rimane salda, a testimonianza della resilienza e dello spirito del popolo armeno.

Noratus

L'aspetto del cimitero di Noratus cambia con il passare delle ore del giorno. Cambiano le sagome dall'alba al tramonto, ma anche i cambiamenti stagionali nei colori del tufo, del muschio e dell'erba conferiscono al sito un carattere unico.

Noratus

Profondamente radicati nella fede cristiana e nel patrimonio nazionale, i khachkar sono molto più che semplici monumenti commemorativi: sono oggetti sacri che rappresentano secoli di fede, resilienza ed espressione artistica.

Noratus

Ogni khachkar è unico, una creazione unica nel suo genere, frutto dell'ingegno di maestri intagliatori che consideravano il loro lavoro non solo un'opera artigianale, ma un vero atto di devozione sacra.

Noratus

Gli esemplari più antichi presentano incisioni essenziali, spesso solo una croce su uno sfondo semplice. Tuttavia, nel tempo, i khachkar si sono evoluti in sofisticate opere d'arte, ornate da motivi floreali, linee intrecciate e, talvolta, raffigurazioni di scene bibliche o di santi.

Noratus

La creazione di un khachkar era tradizionalmente affidata a un abile artigiano, il vardapet. Questi artisti, spesso formati in ambiti religiosi, seguivano linee guida simboliche, pur lasciando spazio alla creatività personale. Il processo di intaglio di un khachkar richiedeva molto tempo, oltre a un'immensa precisione e dedizione.

Noratus

Noratus mette in evidenza che i khachkar sono una potente testimonianza della resistenza dell'identità cristiana armena. Durante i periodi di invasione, persecuzione e genocidio, sono stati testimoni della tragedia e simboli di fede. Sono stati sentinelle spirituali quando le chiese venivano distrutte, le comunità sradicate e le vite perse.